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  -sezione- spazio greina

     
 

La Greina. Il vasto altipiano, a circa 2000m di quota, al confine tra Canton Grigioni e Canton Ticino, è uno dei luoghi, o meglio degli "spazi" più singolari e densi di fascino di tutto l'arco alpino.
Al lettore rivolgiamo un espicito invito; quello di aprire il libro e ad incamminarsi senza meta tra le paine dello "Spazio Greina". immagini. Poesia. Emozioni. Altri deserti da esplorare.

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Desertina edizioni - Coira

SPAZIO GREINA

Formato 297 x 210 mm
ca. 200 pagine illustrate con foto a colori e bianco nero
Testi di Leo Tuor (Italiano, tedesco, romancio)
Copertina cartonato rigido
Sovracoperta a colori laminato plastico
Prezzo di copertina CHF 65.-

 

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RECENSIONE

Fino ad un orizzonte sfumato tra le brume, si scorgevano le terre vergini che Adamo non aveva mai immaginato. Contemplò a lungo le immense foreste che coprivano valli profonde, le lontane pianure dove biancheggiavano fiumi e laghi, le catene di monti ancora più lontane oltre le quali si potevano indovinare altre valli e altre montagne. Dunque non si era sbagliato! C’era un mondo al di là del mondo.

Arrivando al colle scoprì catene di montagne sconosciute e vuoti di terre nascoste.
Non si scorgeva nessun segno di attività umana. Quelle distese immense gli sembravano ancora vergini. Capì che il territorio era così vasto da potervi tracciare il cammino di una vita.

Bernard Amy - Lo sguardo di Adamo

La Greina, vasto altopiano alpino al confine tra Canton Ticino e Canton Grigioni, è uno dei “luoghi” alpini più singolari e densi di fascino che abbia mai visitato. Alcuni lo definiscono come un angolo di Tibet, altri tundra, altri ancora un deserto di erba, rocce e neve. Non so per certo, ma forse hanno proprio ragione questi ultimi.

Di fatto quando si attraversa con il solo mezzo delle proprie gambe uno spazio geografico di queste dimensioni è sempre un cammino nel silenzio, nella solitudine, nella vastità degli orizzonti, nella ripetitività delle forme, è come un cammino verso un punto indefinito all’infinito.
La parola “deserto” deriva dal latino deserere, cioè “abbandonare”.
Quindi il deserto è da considerarsi non solo come spazio geografico, ma anche come particolare condizione dell’ambiente in relazione all’abbandono dell’uomo.
Spesso vogliamo assegnare alla parola deserto dei connotati indiscutibilmente negativi, ma questo è solo il frutto dei condizionamenti della nostra schizofrenica e dogmatica società che vuole imporre la sua scala di valori, giusta o sbagliata che sia.
Attraversare il deserto e intraprendere un cammino attraverso il nulla o presunto tale può fare paura solo se non si vuole cercare qualcosa di più profondo ed essenziale in se stessi.

Camminando in Greina sembra che il tempo improvvisamente prenda a scorrere più lentamente. Che non segua più le logiche che generalmente gli assegnamo quando stiamo al piano, nel “razionale” mondo civilizzato.
Cammini, osservi, linee, colori, cielo, verde, nero, rosso, ti fermi, acque che scorrono in direzione opposta, cielo blu cobalto, grigi effimeri vapori, silenzio, riparti, fischio di una marmotta, forse non sei solo, rocce bianche come zucchero, vento, muschi e licheni, appunti visivi, tempo, emozioni.

Ciò che alla fine rimane è la netta percezione che sempre più spesso sento di avere bisogno di spazi come questo. La monotonia non è mai tale. La sensazione è che si stia affrontando un cammino che aiuta ad individuare, ogni volta, in qualsiasi piccolo dettaglio un disegno più grande.

Non importa quale direzione si prenda, è sempre spazio, silenzio, solitudine...
La traversata piccola, grande, corta o lunga che sia è sempre un viaggio, un’esperienza che avvicina all’essenza, al conoscere la propria natura interiore.

Ora questa nuova percezione del tempo si fissa come cristallizzata in una singola immagine o in una sequenza.
Un singolo scatto fotografico o più scatti della realizzazione di un progetto personale catturano un momento, una linea, più linee, un colore o una gamma cromatica.
Il tempo della chiusura e riapertura di un diaframma meccanico regala immagini, emozioni che scaturiscono dal cuore e che inevitabilmente parlano del proprio io, una sintesi di sguardi vissuti.

È questa l’essenza del progetto “Spazio Greina”, è questa una raccolta di iter intimi e personali.
Cinque racconti in immagini dove cinque artisti dell’immagine, Roberto Buzzini,
Giosanna Crivelli, Tamara Lafranconi, Sergio Luban e Marco Volken, raccontano il proprio cammino attraverso il deserto di montagna chiamato Greina, ognuno alla ricerca del proprio spazio, ognuno con la propria chiave di lettura, ognuno con la propria interpretazione.

Se al grafico è dato il compito non facile di confezionare queste intime storie; al lettore, un esplicito invito ad aprire il libro e ad incamminarsi senza meta pagina dopo pagina. Un invito alla ricerca di una nuova realtà della percezione del tempo. Un altro deserto da esplorare.


Roberto Grizzi